Nudo e atti sessuali su Facebook: un delirio normativo

Nudo e atti sessuali su Facebook: un delirio normativo

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Nudo e atti sessuali su Facebook: un delirio normativo

Immagini di nudo o atti sessuali su Facebook? No, grazie!

Viviamo in un’epoca nella quale i social sono un veicolo di informazioni di ogni genere. Ma a differenza della rete (che pure presenta delle limitazioni), i social applicano regole particolarmente restrittive sui contenuti da loro definiti come “espliciti”.

Con questo approfondimento intendiamo soffermarci solo sul social principale, ovvero Facebook, e sulla complessa regolamentazione delle immagini di nudo e atti sessuali tra adulti.

La cosa ci riguarda personalmente in quanto, come collana di racconti erotico-umoristici, abbiamo più volte avuto problemi nella pubblicazione dei nostri contenuti, nonostante molte accortezze.

Facebook ha più volte modificato la sua regolamentazione sui contenuti da pubblicare. Per tutti coloro che sono interessati a conoscere le normative inerenti ai contenuti ammessi e non ammessi sulla piattaforma, è necessario entrare nella sezione apposita denominata “standard della community”. All’interno si potranno trovare utili indicazioni su tutto quello che potrebbe incorrere in segnalazioni o, in alcuni casi, limitazioni del proprio utilizzo del social.

La sezione specifica per i contenuti espliciti è la numero 14, denominata “Immagini di nudo e atti sessuali di adulti”. All’interno, aprendo la documentazione completa, sarà possibile avere una panoramica dei contenuti non ammessi e dei contenuti “tollerati” dalla piattaforma.

Ma non è tutto oro quel che luccica. Se a prima vista potrebbe sembrare semplice seguire le linee guida, una lettura più attenta denota diversi problemi e anche molte incongruenze.

Facciamo qualche esempio. Facebook segnala una certa tolleranza nei confronti di immagini di nudo a scopo medico, di protesta o educativo. Ma come distinguere? La piattaforma dichiara di tollerare queste immagini qualora “tali intenti siano chiari”, ma com’è possibile stabilirlo? Nonostante l’algoritmo di Facebook, come capire se un’immagine di nudo è un motivo di protesta, oppure ha uno scopo educativo? Non sempre sono cose che si possono evincere chiaramente, a meno che non si attui un controllo “manuale”. E infatti è proprio qui che casca l’asino. Prima di specificare queste linee di tolleranza, Facebook premette che rimuoverà per impostazione predefinita immagini di carattere sessuale per impedire la condivisione di contenuti non consensuali o con minorenni. 

La norma è evidentemente in contrasto con la dichiarazione successiva: come può la piattaforma stabilire la rimozione a priori di un contenuto, anche tollerato, per impedirne la condivisione con minorenni? Un mistero.

Ancora più misteriosa, poi, la specifica successiva: le restrizioni relative alla visualizzazione di atti sessuali si applicano anche ai contenuti creati digitalmente a meno che non vengano pubblicati a fini educativi, umoristici o satirici. Anche qui la norma non rispecchia la realtà: difficile infatti stabilire quali immagini possano avere scopi educativi, o addirittura umoristici o satirici. Nel caso della nostra collana, per esempio, tali contenuti dovrebbero essere ammessi, ma spesso non è stato affatto così.

Un altro esempio un po’ disarmante riguarda lo spinoso argomento dell’esposizione del seno. Facebook dichiara di tollerare immagini di capezzoli a scopo medico o a scopo di protesta (senza specificare nemmeno in questo caso come si possa stabilirlo). 

Sulla questione dell’allattamento è presente addirittura una sezione apposita, che recita così: siamo d’accordo sul fatto che l’allattamento al seno sia naturale e bello e siamo lieti di sapere che per le madri è importante condividere questa esperienza con altri su Facebook. La grande maggioranza di queste foto sono conformi alle nostre normative. Peccato che, subito dopo, Facebook dichiari di esaminare quasi sempre immagini portate all’attenzione da segnalazioni di utenti che si lamentano del contenuto delle stesse. Com’è possibile, allora, che gli utenti possano segnalare una cosa che è pienamente approvata dalla piattaforma?

Tra le tante sconcertanti specifiche è necessario segnalarne qualcun’altra.

Facebook attua una specifica difficilmente comprensibile sulla possibilità di vedere la zona dell’ano o del fondoschiena. È proibito infatti pubblicare foto di ano visibile e/o fondoschiena completamente nudo tranne se ritoccato su un personaggio pubblico. Lasciamo a voi l’interpretazione di una frase del genere…

Tornando alla questione del seno, tra i contenuti vietati, Facebook attua una specifica a dir poco grottesca. Strizzamento di seni femminili, definito come un movimento di presa con le dita ricurve che mostra sia i segni che il chiaro cambiamento di forma dei seni. Consentiamo di mostrare lo strizzamento nel contesto dell’allattamento. 

Nella sezione finale, invece, sono presenti i contenuti consentiti ai maggiori di 18 anni. Sono consentite raffigurazioni realistiche di un atto sessuale, fotografie o video di oggetti che raffigurano un atto sessuale in modo realistico (come ci insegna bene il film “Sausage Party”…) e anche atti sessuali impliciti in immagini riconoscibili come fittizie o con indicatori di fittività. Non manca neppure la norma che strizza l’occhio all’anima commerciale del social: atti sessuali impliciti nella pubblicità. 

Insomma, tutto bello finché è finto, oppure aiuta l’economia. 

Saranno contenti i chirurghi estetici e le pubblicità dei “grandi pennelli”…

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Scena tratta dal cartone “Sausage Party”, vietato in Italia ai minori di 14 anni, che per Facebook diventano 18…

Dopo una lunga esperienza nella gestione dei forum e un'esperienza editoriale triennale a tutto campo in una redazione digitale, gestisco da sette anni la promozione della collana digitale "La Novella Orchidea".

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