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La Novella Orchidea

Amazon abbatte il muro dei formati: arrivano ePub e PDF (ma a una condizione)

Il 20 gennaio 2026 segna una data spartiacque per il mercato dell’editoria digitale. Con una mossa che ridefinisce le regole del suo ecosistema, Amazon ha annunciato un cambiamento storico nella gestione dei formati eBook, aprendo ufficialmente le porte a standard universali come ePub e PDF.

Questa novità, tuttavia, non è un “liberi tutti” indiscriminato, ma una scelta strategica affidata direttamente agli autori e agli editori. Ecco cosa sta succedendo e perché questa decisione potrebbe cambiare le abitudini di lettura di molti.

La fine del “giardino murato”?

Fino a ieri, il dominio di Amazon si basava su un ecosistema chiuso. I lettori Kindle erano vincolati a formati proprietari (MOBI, AZW, KF8), leggibili solo sui dispositivi e le app dell’azienda di Seattle. Chi voleva leggere un file ePub su un Kindle doveva passare per conversioni o invii tramite email, mentre i file acquistati su Amazon non potevano essere trasferiti legalmente su altri reader come Kobo.

La nuova policy introduce una variabile fondamentale: il DRM (Digital Rights Management). Da ora, gli autori che scelgono di distribuire i propri libri senza la protezione DRM vedranno le loro opere rese disponibili anche nei formati aperti ePub e PDF. In sostanza, Amazon baratta l’esclusività del formato con la libertà di gestione dei diritti.

Opportunità o rischio?

Per i lettori, questa variabile si configura come un vantaggio. La possibilità di acquistare un libro su Amazon e leggerlo, ad esempio, su un dispositivo Kobo (se l’autore ha rinunciato al DRM) abbatte le barriere tecnologiche. È un vantaggio enorme soprattutto per le famiglie “miste”, dove convivono device di marchi diversi, garantendo una libertà di fruizione mai vista prima sulla piattaforma.

Il rovescio della medaglia riguarda la sicurezza. Rimuovere il DRM, per un autore, significa consegnare al lettore un file “aperto”, in cui il copyright non è garantito. Se per l’ePub il rischio è calcolato, è il formato PDF a preoccupare maggiormente gli addetti ai lavori: la facilità con cui può essere copiato e distribuito illegalmente espone le opere a un rischio molto più elevato di pirateria.

Cosa devono fare gli autori

Il cambiamento non è automatico. Amazon ha chiarito che la novità non è retroattiva: per tutto il catalogo pubblicato prima del 2026, gli autori dovranno intervenire manualmente, titolo per titolo.
La procedura prevede di spuntare un’apposita casella in fase di pubblicazione (o modifica), con la quale l’autore si assume la piena responsabilità di distribuire l’opera senza protezione, accettando implicitamente i rischi connessi alla libera circolazione dei file.

La mossa di Amazon sposta l’ago della bilancia dalla protezione tecnologica alla responsabilità autoriale, offrendo in cambio quella compatibilità universale che il mercato chiedeva da anni. Resta da vedere quanti autori saranno disposti a rischiare per raggiungere un pubblico più vasto.

Dopo una lunga esperienza nella gestione dei forum e un'esperienza editoriale triennale a tutto campo in una redazione digitale, gestisco da dieci anni la promozione della collana digitale "La Novella Orchidea".
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