Creative Commons: l’uso di un contenuto su Internet

Creative Commons: l’uso di un contenuto su Internet

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Creative Commons: l’uso di un contenuto su Internet

Quando postiamo un’immagine su un social, una fotografia in un blog, oppure quando utilizziamo delle musiche come colonna sonora del nostro video di YouTube, solitamente stiamo utilizzando contenuti prodotti da altre persone.

Ma con quale criterio possiamo decidere di utilizzare il materiale presente in rete, alla portata di tutti? Contrariamente a quello che molti pensano, le immagini che appaiono sui siti Internet (o su Google) non possono essere utilizzate liberamente per i propri contenuti, almeno non sempre. 

Per farlo nella maniera corretta, bisogna seguire i principi delle licenze Creative Commons.

La Creative Commons (CC) è una ONLUS con sede negli USA che ha elaborato e messo a disposizione diversi tipi di licenze per l’uso e la distribuzione del materiale su Internet. Tramite queste licenze, l’autore può determinare l’uso che altri utenti possono fare del suo materiale, con diverse limitazioni a seconda delle proprie preferenze. Le licenze CC sono applicabili a molti tipi di file media, come ad esempio testi, immagini, musiche e video.

Ma come funzionano nello specifico e in che modo tutelano il nostro lavoro?

In realtà l’uso delle Creative Commons è piuttosto semplice. Tramite una serie di sigle, queste licenze specificano le tipologie di azioni che un utente può eseguire con le opere.

Una tipica licenza Creative Commons è questa: CC BY NC.

In questo caso la prima sigla (CC) sta ad indicare l’acronimo Creative Commons, ovvero la licenza nominale della ONLUS. La seconda sigla (BY) permette che altri distribuiscano, mostrino ed eseguano copie dell’opera e dei lavori derivati da questa, a patto che venga indicato l’autore dell’opera con le modalità specificate. Queste ultime vengono segnalate dalla terza sigla, in questo caso NC (Non-Commercial). Questa tipologia sta ad indicare che le azioni sopracitate sono possibili solo se l’utilizzatore ne farà un uso non commerciale.

Ovviamente ne esistono di altri tipi. Al posto della sigla NC si potrebbe trovare ND (No Derivative Works), che specifica la possibilità di copiare, distribuire o mostrare solo “copie identiche” dell’opera originale, senza rielaborazione. In sostanza, un’immagine con questa licenza potrà essere utilizzata solo ed esclusivamente con le stesse caratteristiche (come le dimensioni, oppure i colori) di quella originale.

Un’altra sigla che si può trovare è SA (Share-Alike), che permette l’uso dell’opera solo se quella derivata viene rilasciata con lo stesso tipo di licenza o con una compatibile (nel senso di non maggiormente restrittiva).

Naturalmente alcune sigle potranno essere combinate tra loro e dar luogo a delle specifiche più complesse. Un esempio potrebbe essere una sigla come CC BY-NC-ND. Quest’ultima sta a indicare un’opera in Creative Commons che può essere riprodotta solo come copia identica e per uso non commerciale. Per tutte le copertine prodotte da La Novella Orchidea è stato adottato questo tipo di licenza.

Un’eccezione a questa piccola galassia di sigle è il cosiddetto Public Domain, che è possibile trovare anche sotto forma della licenza CC0. Questo significa semplicemente che l’opera è priva di qualsiasi forma di copyright e che quindi l’utilizzatore potrà farne l’uso che preferisce, senza alcuna restrizione. 

Ci sarebbero molti altri particolari da segnalare sulle licenze Creative Commons, ma la cosa importante resta una: nel mondo digitale l’attribuzione e il rispetto delle licenze è fondamentale e imprescindibile. Chiunque intenda rispettare le regole d’uso dei contenuti è tenuto a verificare la tipologia di licenza che possiedono e, nel caso di contenuti autoprodotti, ad attribuirne una per tutelare le proprie opere.

Capita spesso che questi due passaggi siano consequenziali. Una corretta attribuzione dell’opera non sarà infatti completa, senza la titolarità dell’opera stessa. Come La Novella Orchidea, ad esempio, cerchiamo sempre di produrre materiale da contenuti rilasciati in rete con licenza CC0. Non è raro, tuttavia, che in qualche caso siano state utilizzate opere con licenze che ne consentissero l’uso commerciale. In questo caso, sono stati correttamente segnalati la provenienza e il link all’originale, e solo in seguito è stata scelta una nuova tipologia di licenza per la distribuzione online. La mancata o incompleta segnalazione del “percorso” che ha portato a quello specifico utilizzo dell’opera, infatti, renderebbe errata la distribuzione della stessa.

La cosa più importante da sapere è che questo tipo di licenze non si pongono in alternativa al diritto d’autore, ma sono parallele ad esso. Tramite le licenze Creative Commons, infatti, si mantengono i diritti morali sui contenuti originali, pur consentendone la condivisione con il mondo. Questo tipo di licenze può quindi servire a proteggere i diritti originali, ma incoraggia anche il riutilizzo e la condivisione dei contenuti. È bene quindi essere consapevoli delle varie licenze disponibili e della loro applicazione: saper scegliere il tipo di CC giusto per le proprie opere permetterà all’autore di essere adeguatamente tutelato e ridurrà il rischio di incorrere in spiacevoli “incidenti”.

Dopo una lunga esperienza nella gestione dei forum e un'esperienza editoriale triennale a tutto campo in una redazione digitale, gestisco da sette anni la promozione della collana digitale "La Novella Orchidea".

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